Il Tai Chi Chuan – Taijiquan
Basato sulla filosofia taoista e nato in Cina, il Tai chi chuan ha origine in Cina e, in occidente, è spesso considerato una ginnastica psicofisica, una pratica che necessita di un allenamento alla presenza mentale, e all’ascolto.

L’aiuto di una valida guida, un metodo consolidato e un impegno costante, sono i presupposti in base ai quali il Tai Chi Chuan possa essere studiato in tutta la sua profonda versatilità: studio delle “forme”, aspetti marziali, lavoro a coppie, aspetti meditativi. Con costanza si può liberare il nostro corpo, il nostro pensiero e le nostre emozioni da inutili tensioni parassitarie generando sempre nuovo benessere.
Un modo di muovere interno e sottile
Il Tai Chi Chuan è un modo di muovere interno: lavoro interno, vuol dire “dentro” il corpo. Ovvero l’interno del corpo si muove molto di più dell’esterno, sviluppando un’energia diversa da quella dei soli muscoli.
Movimenti di espansione, contrazione, movimenti di oscillazione e a spirale, massaggiano tutti gli organi interni, li drenano e favoriscono il fluire del soffio vitale
Rinforza, sblocca, calma. Rende più flessibili, presenti, concentrati.
Si auspica una disposizione da parte di chi, spinto da variabili motivazioni, si accosti al Tai Chi Chuan, ad andare in profondità: nel corpo, oltre i muscoli, arrivare a lavorare sui tendini, sul tessuto connettivo, fino alle ossa, guidati sempre da un pensiero preciso, da un’intenzione focalizzata che guidi il movimento.
Il Tai chi chuan è infatti un “modo di muovere” basato sulla presenza: un sistema di allenamento del corpo, della mente e delle emozioni.
Una pratica feconda basata su una filosofia antica, il taoismo, che fa dell’alternanza e della complementarietà il suo fondamento.
Un corpo pronto a qualsivoglia movimento, non prevede tensione nei muscoli, né attrito nelle articolazioni.
Si lavora per sviluppare vari tipi di forza: strutturale, elastica, a spirale, esplosiva e sensibile.
Una forza reale può “scaturire” solo da un insieme in cui, a una struttura sapientemente stabilizzata, si coniughi la fermezza di una mente allenata a cedere, a sentire, aderire, attaccarsi a qualsivoglia avversario neutralizzandone gli intenti.
Si allena l’abilità di essere sempre fulmineamente altrove rispetto a qualsiasi sollecitazione esterna, di saper captare i segnali del manifestarsi di qualcosa ben prima che si rendano evidenti.
Il corpo si rafforza, la mente si quieta, uno stato di calma, continuamente sollecitato da una pratica costante, aumenta la concentrazione, mitiga lo stress, e migliora la qualità delle nostre relazioni.
Cenni Storici
Ha origine in Cina, in epoche in cui, prima dell’invenzione delle armi, lo scopo delle arti marziali era molto serio: la sopravvivenza, la sicurezza della nazione o del villaggio, della comunità o della famiglia, dell’individuo.
Attualmente, in occidente, di quest’arte si privilegiano generalmente gli aspetti salutari o meditativi.
Numerosi gli stili di Tai chi chuan: il Chen (praticato nel villaggio di Chenjiagou e caratterizzato da un ritmo dinamicamente variabile) e lo Yang, più diffuso in tutta la Cina, sono i più conosciuti.
A Chen Wanting (1600-1680) si attribuisce per primo l’assimilazione al suo sistema d’arte marziale dei metodi antichi per la salute (daoyin e tui-na), oltre ad avere incluso le teorie taoiste sul movimento guidato dalla consapevolezza.
Si dice infatti: Yi- Chi- Li, l’intenzione (Yi) guida l’energia interna (Chi), che muove la forza fisica, il corpo (Li).
La Scuola ITKA
Proponiamo lo stile Chen e il metodo didattico dell’ITKA che ha nel Maestro Gianfranco Pace, profondo conoscitore, interprete ed elaboratore della tradizione e dell’arte del Tai chi chuan, il suo direttore tecnico.

Secondo il suo pensiero, Tai chi è uno: una stanza nella quale si può entrare da varie porte, la porta della ricerca del benessere, della forza interiore, della tonificazione, della marzialità, della meditazione, aspetti tutti di un’unica arte del movimento di antichissima tradizione.
Chi Kung, o Qi Gong (lavoro sull’energia vitale) proposto nei corsi.
La Sequenza madre: si chiama così perché genera, studia la generazione del “movimento Tai Chi” attraverso la connessione: strutturale, energetica e spirituale.
Il Chi kung degli animali: approfondisce e sintetizza le qualità archetipiche di animali che, nell’essere umano, dovrebbero trovare la loro sintesi: l’equilibrio e l’eleganza (airone), la forza e la potenza (tigre), la capacità di essere flessibili e opportuni (il serpente), la curiosità e l’apertura (la scimmia), il drago essere immaginario che tutto in sé riassume.
Il Chi Kung dei tendini: lavora in profondità per renderci sempre più flessibili e forti.
Il Chi Kung dell’acqua, essere acqua in tutti i suoi aspetti, la calma del lago, l’imperturbabilità del fiume, la varietà del ruscello, l’alternanza dell’onda, la potenza della cascata, impenetrabilità del ghiaccio. Essere tutti questi aspetti e farli diventare movimento.
Taichi: Lao Jia.
LA Lao Jia, o Vecchia Intelaiatura, dello stile Chen, è una sequenza di movimenti che esercita l’alternanza tra sostanziale (yang) e insostanziale (yin) per migliorare la coordinazione ed essere più bilanciati. La memorizzazione e la ripetizione di figure apparentemente sempre uguali, allena il corpo e placa la mente: duro e morbido, veloce e lento, vuoto e pieno si combinano sempre più sapientemente, riservando, ad ogni esecuzione, meravigliose sorprese.
L’esecuzione sottile permette e apre la strada alle esplosive manifestazioni del fajin, la forza che scaturisce dall’emissione di energia esplosiva con tutto il corpo e che, se necessario, può essere fulminea.
Conoscenza, pratica e tempo dedicato rafforzano il corpo: si impara un nuovo modo di muoversi. Lo sviluppo fisico va di pari passo con quello mentale e del carattere.
La pratica a due (esercizi di condizionamento e tui shou)

Un corpo rilasciato, naturale e aperto, non è fiacco, è fluido, non dà punti di appoggio a qualsivoglia avversario, sparisce all’istante, si trasforma continuamente, è pieno, presente proprio nel suo non farsi trovare. E’ un’abilità che va allenata.
L’altro, nel Tai chi è sempre occasione di crescita e di lavoro su di sé, opportunità di ascolto e di scambio.
Armonizzarsi con i movimenti dell’altro, significa eliminare dalle proprie reazioni ogni tensione o resistenza.
Non reagire, ma seguire “il filo della giada”. Il contatto deve avvenire sempre “con tatto”.
Wu-Wei, uno degli insegnamenti più fraintesi nel mondo occidentale, significa andare nel senso delle cose, portandovi il proprio contributo armonioso, nel tempo e nel luogo opportuni.
L’essere sottili dentro deve sposarsi con una presenza marziale, dove la parola marzialità è da intendersi come attenzione, focalizzazione, economia di gesti e massima efficacia.
Si dice:”Dentro come l’acciaio, fuori come il cotone.”
La ripetizione tonifica, la sequenza calma, l’emissione scarica.
Cosa serve per praticare Tai Chi
Orari di pratica flessibili. Rispetto all’ufficialità concordata è sempre possibile, palando con l’insegnante, trovare soluzioni elastiche.
La sede, in centro a Udine, è privata, curata nei dettagli per accogliere come in uno studio.
Si mette a disposizione una biblioteca per gli associati che desiderino approfondire.
Si vuole diffondere il metodo ed incentivare la pratica, i momenti di scambio, di approfondimento, di confronto.
Il metodo nutre, si auspica che il nutrimento sia frequente e di qualità.
- Si consigliano abiti comodi, scarpette basse con suola di gomma leggera e lacci, o piedi nudi. No calzini antiscivolo.
- Polsi e collo liberi da ornamenti.
- E’ preferibile non mangiare nelle due ore precedenti la lezione.
- Si pratica prevalentemente in piedi.
- Si condivide il rispetto e la sincerità nella pratica.
