Lezione tipo di Tai Chi

Non hai mai praticato TAI CHI?

Immagina una stanza con tante porte dalle quali puoi accedere nel medesimo spazio.

Se sei un atleta privilegerai la tonificazione, il potenziamento, il miglioramento della prestazione, ed entrerai da questa porta.

Se ami la riflessione, la meditazione, e cerchi la calma, l’entrata sarà diversa.

E diversa ancora sarà se sei un guerriero o una guerriera in cerca di una direzione per la tua forza.

Se, più semplicemente, sei un essere curioso o veramente desideroso di imparare, gli approcci saranno ancora diversi.

La stanza resta quella e quello che si fa nella stanza è sempre la stessa cosa, ma con mille sfaccettature diverse, con mille applicazioni che rendono quest’arte meravigliosa e poliedrica.

Il Tai chi è UNO: non può essere solo dolce, non può essere solo lento, perchè è basato su una filosofia che fa della complementarietà degli opposti la sua essenza. E’ un’arte del movimento sottile, profonda e raffinata.

In ogni momento dell’anno puoi richiedere un colloquio conoscitivo esperienziale con l’insegnante per meglio precisare le tue aspettative ed inserirti nel percorso. .

Calmare la mente, alleggerire il corpo

Nella prima parte della lezione di Tai Chi Chuan vengono proposti esercizi di Chi Kung (la parte più interna e antica del Tai chi che lavora specificamente sull’energia vitale) per liberare la mente da pensieri disturbanti e mitigare lo stress.

Si vuole prima togliere, il metodo è infatti il Fang Song, che consiste nel liberarsi di tutte e tensioni parassitarie e riedificare un corpo “rilasciato”, che possa esprimere un movimento naturale ed essere aperto alla possibilità di ricevere e trasformare.

Grazie ad una serie di esercizi chiamati Sequenza Madre, della tradizione Chen, progressivamente e con metodo, si induce il potenziamento e il riequilibrio di precise zone del corpo corrispondenti ai percorsi di determinati meridiani nella medicina tradizionale cinese. Si rende il corpo disponibile a nuove forme di movimento. Si lavora anche sul Chi Kung dei 5 animali e sul Chi Kung dell’acqua secondo il metodo dell’ITKA e del Maestro Gianfranco Pace, direttore tecnico della scuola.

Radicarsi, focalizzare l’attenzione, creare spazio

La mente resta vuota, concentrata nella precisa, sottile e accurata ripetizione di una serie di movimenti (la prima forma dello stile Chen, la Lao Jia) rilasciati, naturali ed aperti che ci aiutano a diventare consapevoli dello spazio che occupiamo e creano uno speciale, armonico territorio intorno a noi. Movimenti che paiono una danza estatica, ma che hanno in sé la fulminea precisione necessaria alla difesa della vita, una necessità implacabile dalla quale in origine sono scaturiti.

Contattare e mitigare l’aggressività

Pratiche a due, varie e articolate, vengono studiate per condizionare il corpo, educarlo ad ascoltare se stessi attraverso il contatto con l’altro.

Il punto di contatto è la cosa più importante. Come decido di supportare il punto di contatto?Come decido di farmi supportare dal punto di contatto? Come mantengo la qualità del contatto anche quando il punto si muove?

Sentire l’altro, attaccarsi alla sua intenzione e alla sua forza, trasformarla senza subirla, sono temi che non riguardano solo il corpo, ma il nostro atteggiamento mentale ed emotivo.

Si tratta di sentire e capire chi ci sta difronte, mitigare l’ansia da prestazione, con calma, senza giudizio, lasciando, se accade, affiorare la propria aggressività e allenandosi a trasformarla, prima di qualsiasi reazione, in giusta distanza e calma riflessione.

Usare il respiro e il suono

Particolare attenzione, nelle fasi avanzate della pratica verrà data al respiro e all’emissione del suono, strumenti dotati di enorme potere riequilibrante e preventivo.

Riguardo al respiro, ci piace condividere un pensiero di M. Feldenkrais: “Esiste un’innata capacità umana volta a preservarci e che ci fa fare qualcosa di corretto col nostro respiro in modo naturale…per nostra fortuna è inerente alla struttura umana poter imparare con semplicità come respirare”. Lavoriamo sulla consapevolezza innanzitutto. Naturalezza e semplicità non sono da darsi per scontate.

L’Insegnante

Ogni classe di Tai chi chuan è come un bosco, composta da alberi diversi che però comunicano tra loro in maniera estremamente sottile e formano un insieme. Anche senza desiderarlo.

Abilità, aspettative, età sono spesso molto diverse. La confidenza non è necessaria per una reciproca e feconda comunicazione. E’ sufficiente la condivisione di uno spazio, mentre si ricerca, profondamente, il proprio… Dentro e fuori di noi. E il rispetto.

Compito di un insegnante dovrebbe essere quello di avere una conoscenza profonda, una pratica consolidata, e un tempo dedicato sufficiente ad avere attenzione per tutti.

Con estrema sincerità riguardo al proprio punto di partenza.

Ci vuole passione, un metodo consolidato alle spalle, una scuola seria di riferimento, e molta pratica.

Cosa serve per praticare Tai Chi

  • Si consigliano abiti comodi, scarpette basse con suola di gomma leggera e lacci, o piedi nudi. No calzini antiscivolo.
  • Polsi e collo liberi da ornamenti.
  • E’ preferibile non mangiare nelle due ore precedenti la lezione.
  • Si pratica prevalentemente in piedi.

Data la variabilità dei componenti, si tiene conto delle diverse abilità dei singoli, senza sacrificare la complessiva potenzialità del gruppo. Lo schema base della lezione pertanto può variare a discrezione dell’insegnante.

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