Consumo e Tai Chi

Tai Chi Chuan : consumare senza consumarsi.

 

Il corpo consuma e si consuma.

Mai come oggi, qui, in Italia, si lotta con ogni mezzo per esorcizzare una semplice ma scomoda evidenza : dal momento in cui nasciamo, di fatto iniziamo a morire.

Non si invecchia, come continuano a volerci far credere, dai quarant’anni in su, ma, sin dal primo vagito, il corpo inizia un graduale, inesorabile processo la cui fine è una delle poche certezze dell’essere umano. Dai trenta agli ottanta c’è molta vita che andrebbe vissuta al meglio.

Per questo molti di noi si impegnano a porre un’attenzione spasmodica a tutto ciò che consumano  :

quante calorie nel corso di una qualsiasi attività fisica, quanto cibo nell’arco di una giornata, quanti soldi in un mese, quanto sesso in una settimana, quanti chili durante una dieta. Obbiettivo: sfidare la morte, la piccola morte quotidiana, restando a tutti i costi bellissimi, sanissimi, magrissimi!

Ossessionati dal “quanto”, pensiamo meno al “come”.

Ma, come consumare senza consumarsi?

Come cercare di rallentare, osservare, vigilare con consapevolezza sulla nostra Vita, su quel qualcosa che, di solito,  “si fa mentre noi siamo sempre altrove”?

Un sistema potrebbe essere quello di passare dalle rigide aspettative ( esempio banale:voglio perdere dieci chili) alle preferenze flessibili ( sarei contenta se ne perdessi tre). Iniziare ad essere tolleranti innanzitutto con se stessi per riuscire ad esserlo con gli altri, accettare l’imperfezione: perseguire con metodo una sempre maggiore flessibilità significherebbe già essere su una via  di ricerca . C’è una bellezza anche nell’andare avanti nel tempo, o meglio sarebbe dire, nel rendersi conto che il Tempo, di fatto, non esiste.

Chi di noi non ha subito il fascino di certi grandi vecchi: bellissimi nella loro ferma serenità e armonia , potenti non solo nel corpo, ma in qualcosa di ineffabile che lo trascende. Persone che hanno avuto il coraggio di ascoltarela  Vita, e di farsi flessibili, perché, posto che la vecchiaia esista, ha senz’altro a che fare con l’irrigidimento ( dalle articolazioni agli schemi mentali).

Tai Chi Chuan è anzitutto disponibilità a lasciarsi essere flessibili, ad abbandonare, partendo dall’ascolto del proprio corpo, qualsiasi ansia definitoria:” Io sono così, io sono colà, ormai non cambio”. Disponibilità all’ascolto a partire dalla fiducia nella possibilità di una trasformazione per attuare la quale serve tutto, tutto quello che siamo e siamo stati .

 Tai Chi Chuan è pazienza, metodo, piacere. Il piacere di un gesto ritrovato, nella sua assoluta naturalezza, che è efficacia, bellezza, leggerezza. I gesti lenti che caratterizzano questa Via hanno, letteralmente, un “respiro”.

Vederli eseguire può emozionare alle lacrime perché evocano un’armonia perduta che l’uomo (la donna) di Tai Chi  incarnano e rievocano in chi è in grado di percepirne l’intensità: come ascoltare una musica, la musica di un corpo suonato con maestria da uno spirito addestrato e pieno di” intenzione”.

” Fare “Tai Chi significa diventare lentamente vuoti, per essere in grado ricevere nuovi segnali dalla Vita, segnali cui, forse, fino ad ora, non avevamo dato ascolto.

 “Essere”  il Tai Chi significa sentirsila Vita, non vivere più la separazione, ma “tornare a casa”, a quel senso di Unità  che ciascuno di noi, da qualche parte, ricorda. Non c’è più scissione tra  gesto e chi lo esegue, ma c’è qualcos’altro che non accetta definizioni.

Ci vuole pazienza e, perché no, anche un po’ di sofferenza. Volontaria.

Si tratta di scegliere: la scelta all’inizio può non essere facile, i risultati non subito evidenti, ma quello che, da subito, si potrebbe percepire è una sorta di pace, di incanto cui ci piace tornare. Oppure… niente di tutto questo: andrebbe bene ugualmente ! Purché ci sia comunque la voglia di starci, di provare sul serio, almeno per un certo tempo e con un certo metodo.

 Fuori morbidi come il cotone, dentro duri come il ferro: non danzatori dalle mani fiorite, ma guerrieri cedevoli quanto determinati, pronti al massimo dell’efficacia se si tratta di difendere la vita.

 I cinesi hanno fatto del Tai Chi e del Chi Kung ( che e la parte più direttamente dedicata allo studio dell’energia interna) uno dei più potenti  strumenti di guarigione.  A noi farne strumento di ricerca per raggiungere… cosa? A chi lo desideri il piacere di scoprirlo.



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